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Swingle Singers e pizza

Aggiornamento: 29 ago 2023


Credo proprio che il gruppo vocale più acclamato al mondo siano gli eccezionalmente bravi Swingle Singers.

Con cinquanta e più anni di attività e decine di album pubblicati hanno allietato tanta gente, compreso i palati più fini. Il grande pubblico li conosce per la sigla della trasmissione televisiva di divulgazione scientifica Quark, una loro interpretazione del celebre brano di Johan Sebastian Bach Aria sulla quarta corda.

Bisogna dire che pur cambiando gli elementi e i tempi, “the Swingles” mantengono sempre il loro sound e la propria originalità, in linea con il pensiero musicale del cantante e arrangiatore jazz statunitense Ward Lamar Swingle, che fondò il gruppo nel 1962.


Il 17 febbraio 2010 gli Swingles sono a Pesaro al teatro Rossini, all’interno della 50ma stagione concertistica organizzata dall’Ente Concerti.

Andiamo a vederli, siamo in tanti, il teatro è pieno. L’esibizione è magnifica e coinvolgente, curata in ogni particolare, compresa la cura certosina dell’amplificazione sonora delle voci, con interventi tecnici mirati per ogni brano. Ci rendiamo conto che il sound engineer è un elemento della band.

Finito il favoloso concerto, fuori dal teatro si commenta e ci si scambiano impressioni e sensazioni. Man mano la piazza si svuota e alla fine rimaniamo in quattro gatti. Ma ecco che vediamo passare “the Swingles”! Mi avvicino, faccio loro dei complimenti, si attacca bottone, si parla un po’ e alla fine mi invitano a mangiare una pizza con loro. Yeah, andiamo!


Divorata la pizza e finito il primo boccale di birra mi viene spontaneo cantare l’intro di basso di A night in Tunisia, il celebre standard jazz di Dizzy Gillespie.

Detto e fatto nel giro di due secondi si uniscono tutti a quelle quattro note buttate lì a caso.

E non finisce li! Che dopo un brano se ne fa un altro e via così per un paio di ore.

Non tutti loro improvvisano, siamo solo in tre o quattro a farlo, ma sanno seguire i changes a meraviglia.

Non ricordo più gli altri brani che abbiamo cantato ma son sicuro che erano tutti standards.

E si va avanti fino a che non ci scacciano dal locale. Avrei volevo dire al gestore guarda che qui sta succedendo qualcosa di incredibile! E quando ti capiterà ancora di avere “the Swingles” in jam?


Mi sono divertito tantissimo, soprattutto per il fatto di avere avuto la faccia tosta di cantare con loro, io che sono un musicista e non un cantante, con tanto di lunghe improvvisazioni e scambi. Se ricordo bene abbiamo fatto anche una specie di Trading four con forchette e coltelli…

Insomma che bella serata!

L’amore per la musica aleggiava nell’aria…

Lo ricorderò per sempre.




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