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Musica Dentro cap.5


“Allora dai, proviamo a cantare una canzone insieme”

Esordisce Susanna.

E subito fuori il nocciolo della questione: molti non capiscono bene l’italiano e trovare una canzone che conoscano tutti è un bel problema.

In genere per partire con qualcosa di comune, il Battisti de “Le bionde trecce e gli occhi azzurri” funziona sempre, che la conoscono anche i sassi, ma qui non funziona.

Non ci avevamo pensato!

Beh, allora proviamo chi è intonato un poco e chi non lo è, ed è già più facile. Le ragazze latine si dimostrano subito forti, grintose e per di più hanno anche un bel timing, si vede che non sono italiane.

Italiane?

Nel nostro Paese non c’è una gran preparazione musicale, anche se di certo i talenti ci sono, e pure di caratura internazionale. Ma a livello di conoscenza diffusa, siamo veramente in alto mare.

Ognuno di noi ha assistito al triste spettacolo del “Tanti auguri a te” cantato in una festa di compleanno: ognuno canta in tonalità diversa, ognuno con un suo tempo in una orribile cacofonia!

E allo stadio? Con 40.000 tifosi della Nazionale che cantano in 40.000 tonalità diverse con 40.000 tempi diversi?

Poi bastano 3000 hooligans a sostegno di una squadra inglese che, cantando a tempo e nella stessa tonalità, cancellano i 40.000.


E allora mi viene un’idea, proviamo con Guantanamera, e le ragazze latine la conoscono!

Viene subito bene, e allora ecco fatto!

Abbiamo già il primo brano in repertorio.

Dai allora facciamo un altro brano e vattelapesca… c’è chi vuol fare qualcosa di albanese continuando a dire “Facciamo canzone di mia terra!”, poi c’è quello che vuole rappare in marocchino, ma non sa andare a tempo.

Insomma piano piano riusciamo a capire chi canta, chi può suonare qualche percussione, e abbiamo anche la fortuna di avere un ragazzo napoletano che suona il basso ad un discreto livello, poi c’è qualcuno che già strimpella la chitarra, e altri volenterosi a cui riusciamo ad insegnare qualcosa.

Detto e fatto, abbiamo la band e i cantanti, e chi ci ferma più!


Piano piano riusciamo a mettere su un piccolo repertorio e ad esibirci nel primo saggio, a cui partecipa la comunità degli ospiti della Casa. Sono così tanti che dobbiamo esibirci due volte, essendo stati divisi in due grupponi.

Abbiamo tra il pubblico anche alcuni dirigenti del carcere e personalità politiche.

Ecco il programma di sala che avevo preparato:



Saggio-concerto 22 dicembre 2015

La musica, espressione dell'essere, si manifesta spontanea in ognuno di noi fin dalla più tenera età, in ogni tempo, in ogni luogo. Rito magico perpetuatosi nei millenni, sempre uguale, sempre cangevole, sempre presente, è essenzialmente attività di unione, comunione e partecipazione, al di là di ogni definizione, confine e barriera.

Il concerto a cui si sta assistendo è il primo risultato del corso di musica di insieme partito da metà agosto 2015 presso la Casa Circondariale di Pesaro, organizzato dalla scuola di musica Sonart in collaborazione con il Comune di Pesaro, e tenuto sul campo da Susanna Polzoni (vocal coach) e Riccardo Marongiu (musicista, arrangiatore), che vogliono sottolineare come il tenere corsi di musica all'interno della Casa Circondariale abbia per loro un grande impatto emotivo.

Un tale percorso in questo ambiente è sentito come sicuramente significativo ed importante, sia dagli insegnanti che dai partecipanti al progetto.

Certamente non sfugge a nessuno la valenza di un'iniziativa che mira a far nascere nuove motivazioni e a fornire una spinta a tornare migliori nel mondo, con un'idea diversa della vita.

Il lavoro significativo finora è stato quello del formare una band che accompagni i cantanti, in un'atmosfera multiculturale ed internazionale.


Scaletta dei brani:


titolo autore artista

We will rock you (Brian May) Queen

Hoy (Gian Marco Zignago) Gloria Estefan

La pelle nera (Nino Ferrer) Nino Ferrer

Guantanamera (Joselito Fernandez Diaz)

Con le mani (Zucchero Fornaciari – G.Paoli) Zucchero



Ci siamo proprio divertiti tutti, gli ospiti erano felici, e questo contava per noi sopra ogni cosa, il pubblico si è spellato le mani nel vedere alcuni dei loro sul palco a cantare e suonare.

Ancora una volta la musica ha mostrato il suo potere.


Riuscire a realizzare questo piccolo saggio in pochi mesi è stato una grande soddisfazione per Susanna e per me.



Ecco l’articolo uscito su “il Resto del Carlino”



Riccardo Marongiu©

tutti i diritti riservati





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