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Musica Dentro cap.3

Facciamo un po’ di storia.

C’è voluto un po’ di tempo e anche pazienza per poter partire.

All’interno della scuola di musica SONART dell’Orchestra Sinfonica G.Rossini, di cui allora ero direttore artistico, era venuta fuori l’idea di portare un po’ musica all’interno della Casa Circondariale di Pesaro.

Nello specifico l’idea generale era quella di un laboratorio operativo con gli ospiti della Casa Circondariale, non un corso qualsiasi tenuto da qualcuno che di musica ne balbetta solamente, ma una esperienza condotta da musicisti professionisti attivi sulla scena musicale, artisticamente e didatticamente.

L’idea mi aveva così intrigato da decidere di parteciparvi in prima persona, con la collaborazione di Susanna, occupandosi lei della parte vocale ed io della parte strumentale. Una modalità didattica che non avevo mai affrontato, e la voglia di farlo erano forti, per varie ragioni:


1. Mi colpiva molto il disagio umano del trascorrere un periodo della propria vita in un simile contesto: la privazione della libertà di movimento era una cosa che inquietava la mia natura.


2. La potente voglia di concorrere ad aiutare qualcuno che avrebbe potuto essere recuperato socialmente. Mi era stato spiegato che nella Casa c’erano molti ospiti per casi di piccolo spaccio di sostanza stupefacenti e che quindi non si trattava di veri criminali, ma di qualcuno che aveva fatto una cazzata nella vita. Perché non tentare di dare una mano per recuperare queste persone? Magari la consapevolezza di ciò che avevano fatto li avrebbe portati a non ricascarci. Chi sa mai?


3. E poi c’era semplicemente solo un po’ di curiosità nell’affrontare una nuova esperienza.


Ecco che assieme a R. P. ed A. A., dopo avere un po’ masticata l’idea generale, abbiamo avviato una serie di abboccamenti con istituzioni e realtà interessate.

C’erano le solite questioni da superare: permessi, autorizzazioni, stabilire budget, orari, capire chi fosse interessato insomma, tanto da fare.

E oltre a Susanna ed io, che ci saremmo occupati della parte didattica, c’erano di mezzo altri attori necessari al funzionamento della macchina: la Casa Circondariale di Pesaro, nelle persone del Funzionario Responsabile delle Attività Culturali, nostro interlocutore di riferimento, e nelle cariche del Direttore e del Comandante. Poi il Comune di Pesaro, con il concorso dell’Assessorato alla Bellezza e dell’Assessorato alla Solidarietà, nella figura dei rispettivi Assessori. Ed infine dell’Orchestra Sinfonica Rossini, ed in particolare la scuola di musica Sonart, organizzata all’interno dell’orchestra, figure di riferimento del progetto.


Tutto questo era stato da me condensato in un progetto condiviso con tutti gli attori e presentato al pubblico in una conferenza stampa tenutasi presso la Sala Rossa del Comune di Pesaro il 14 ottobre 2015.

Ecco la foto ricordo dell’evento con gli addetti ai lavori.

da sinistra:

il Commissario capo Giovanni De Candia, il Direttore del Carcere Armanda Rossi, il Responsabile di Sonart Alessio Arcangeli, la responsabile dei Servizi Educativi del Carcere Enrichetta Vilella, Susanna Polzoni, Riccardo Marongiu, l’Assessore alla Bellezza del Comune di Pesaro Daniele Vimini, il Presidente dell’Orchestra Sinfonica Rossini Saul Salucci, la prof.ssa Raffaela Pacifico, non identificato.



Ed ecco l’articolo comparso su “il Resto del Carlino” nella pagina Cultura e Spettacoli



Riccardo Marongiu©

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