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Ho visto Sun Ra che…

Aggiornamento: 26 ago 2021


Ho sempre sentito parlare di quegli immensi musicisti a cui veniva tutto facile.

Si racconta che potessero preparare i loro spartiti, arrangiamenti e orchestrazioni in ogni posto, avendo già tutto in testa, come e dove volevano e senza l’ausilio di uno strumento accanto, in genere il pianoforte, la macchina da scrivere della musica.

Per loro, tutto era semplice e naturale.


Penso all’aneddoto di Gioachino Rossini il pigrone, che compone e scrive comodamente sdraiato nel letto: gli cade a terra il foglio, ma preferisce riscriverlo piuttosto che alzarsi a raccoglierlo. Gioachino lo fa come e dove capita, in genere in fretta e furia perché da pigrone a gaudente qual era, si riduceva all’ultimo momento.


E Wolfgang Amadeus Mozart poteva scrivere direttamente una partitura anche in spiaggia. Il suo talento era così spropositato che a quattordici anni ascolta la celebre composizione “Miserere mei, Deus” di Gregorio Allegri, eseguita solo durante la Settimana Santa e il cui spartito a cappella, ritenuto così perfetto da considerarsi disceso direttamente dal Paradiso, era un segreto custodito con cura da centocinquanta anni. Ecco che, dopo averlo ascoltato solo una volta, torna a casa e lo trascrive integralmente, mettendo in atto il primo caso di pirateria musicale.


Duke Ellington, insieme a Billy Strayhorn, prepara nuovi stupendi arrangiamenti mentre viaggia per raggiungere la sede del prossimo concerto, dove verranno eseguiti dalla sua orchestra, già perfetti così!


E dello stesso contenuto sono altri episodi di grandi artisti, di cui si favoleggiano le immense doti. Ecco, ho sempre pensato che ci fosse un po’ di esagerazione in quei racconti, forse dovuta al mito che circonda questi giganti.


Ma poi…


Capita un giorno che mi chiamano per curare i suoni di Sun Ra (link) e la sua Intergalactic Arkestra, in una piccola tournée italiana.


Per intenderci… Sono un musicista, ma mi è sempre piaciuto mettere le mani su tutti quegli aggeggi a corollario della musica, soprattutto per quello che riguarda la registrazione, ma anche per il live: microfoni, registratori, processori di segnale, consolle di mixaggio eccetera eccetera.

Per questo spesso ho fatto il sound engineer di eventi, soprattutto jazz e classica, ma anche ethno e folk (sempreché si possa fare distinzione tra le due).

Mettermi al servizio di artisti pop, generalmente impreparati o addirittura incapaci, non mi ha mai interessato, ma ho sempre considerato un privilegio curare i suoni di artisti che stimo.


Sun Ra è un personaggio incredibile: è grande e grosso ed emana un carisma che si taglia a fette. La sua non è una semplice orchestra, è l’Intergalactic Arkestra, l’unione tra un‘arca cosmica e un’orchestra, un villaggio itinerante con intenti condivisi, una famiglia unita da un credo di cui lui è il sacerdote.


Insomma… Alla terza data viene convocata una prova.

I musicisti sono già schierati al loro posto e sono tutti in silenzio. C’è chi sistema l’ancia del sax, chi legge un libro di LaoTze, chi è assorto in meditazione. C’è chi è vestito afro con dashiki e collanine, chi in T-shirt e jeans, chi in completo grigio, camicia bianca e cravatta. Nell’aria aleggia profumo di patchouli e del cuoio di tutte le bellissime custodie artigianali.


Ecco che arriva Sun Ra, vestito normalmente, con calzetti dorati e grande borsone in mano. Si siede direttamente al pianoforte, estrae dal borsone un pacco di carta pentagrammata e inizia a scrivere una ad una le parti, consegnandole ad ogni componente dell’orchestra. Ogni tanto sembra indeciso, assorto, la matita sospesa in aria… poi mette due dita sulla tastiera del pianoforte, ne cava fuori un qualcosa di dubbia interpretazione e poi soddisfatto continua a scrivere.

Nel giro di un quarto d’ora le parti sono pronte e distribuite! Dà quindi l’attacco per provare il nuovo brano. L’orchestra suona.

Lui ascolta bello assorto e concentrato, poi si fa ridare tre o quattro parti. Le corregge al volo, le riconsegna e si riprova. Arrangiamento perfetto!


Io rimango basito, stupefatto, annichilito come da un pugno nello stomaco.

Da allora ho cominciato a credere che le storie mirabolanti che si raccontano su questi grandi artisti non siano poi solo un mito!


Forse la verità è che in giro c’è gente con gli attributi, altroché!



Riccardo Marongiu©

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